Prove Invalsi
INVALSI 2025: segnali d’allarme su competenze e divari. Urgente una strategia nazionale per la qualità e l’equità dell’istruzione
https://www.invalsi.it/invalsi/index.php
I risultati delle prove INVALSI - Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di Istruzione e di Formazione- somministrate agli studenti del secondo e dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, evidenziano una flessione generalizzata delle competenze in Italiano e Matematica rispetto al 2019. In particolare, i punteggi medi in Italiano risultano inferiori del 7,5%, mentre in Matematica il calo si attesta intorno al 5%.
Solo nelle prove di Italiano e di lettura in lingua inglese oltre la metà degli studenti ha raggiunto livelli considerati adeguati. Questi dati, uniti al rafforzamento dei divari territoriali, impongono una riflessione urgente sulle politiche educative in atto.
Divari territoriali sempre più marcati
La distanza tra Nord e Sud del Paese continua ad ampliarsi. Nelle regioni settentrionali oltre il 60% degli studenti raggiunge livelli almeno accettabili; al Centro e al Sud, invece, meno della metà riesce a superare le soglie minime. In Matematica, il quadro appare particolarmente critico: in regioni come Lazio, Campania, Calabria e Sicilia circa il 60% degli studenti non raggiunge il livello base, mentre in Sardegna la quota sale al 70%.
Queste evidenze confermano che il diritto a un’istruzione di qualità non è ancora pienamente garantito su tutto il territorio nazionale.
Disuguaglianze interne e polarizzazione dei risultati
Un altro dato significativo è la crescente polarizzazione: le differenze tra i livelli intermedi sono contenute, ma aumenta la distanza tra chi si colloca nei livelli più bassi e chi raggiunge i livelli più alti. Questo fenomeno suggerisce un sistema scolastico sempre più frammentato, incapace di colmare le disuguaglianze interne.
Competenze digitali: un nuovo indicatore di sistema
Per la prima volta, le prove INVALSI hanno valutato anche le competenze digitali al termine dell’obbligo scolastico. I risultati si collocano in media tra il livello intermedio e quello avanzato, rappresentando un dato incoraggiante ma non privo di criticità, specie se confrontato con le esigenze del mondo del lavoro e della cittadinanza digitale.
Inglese: segnali positivi nonostante una lieve flessione
Le prove di Inglese registrano una leggera flessione rispetto al 2024, ma il trend post-pandemico resta positivo, soprattutto nella comprensione orale. Questo indica una crescente efficacia dei percorsi linguistici, pur con margini di miglioramento.
Un'agenda nazionale per la scuola: equità, qualità, innovazione
Il rapporto INVALSI 2025 lancia un chiaro messaggio ai decisori politici: è necessario attuare interventi mirati e territorialmente differenziati, per garantire a tutti gli studenti pari opportunità educative. Occorre investire in formazione docente, rafforzamento delle competenze di base, innovazione metodologica e sostegno alle scuole che operano in contesti complessi.
Solo una strategia nazionale integrata, fondata su dati oggettivi e interventi concreti, potrà contrastare efficacemente la dispersione scolastica, valorizzare i talenti e costruire un sistema educativo più equo, inclusivo e competitivo.
INVALSI 2025: Warning Signs on Skills and Gaps. A National Strategy for Quality and Equity in Education is Urgently Needed
The results of the 2025 INVALSI tests — conducted by the National Institute for the Evaluation of the Education and Training System and administered to students in the second and final year of upper secondary school — reveal a general decline in skills in Italian and Mathematics compared to 2019. In particular, average scores in Italian have dropped by 7.5%, while Mathematics scores show a decrease of around 5%.
Only in the Italian and English reading comprehension tests did more than half of the students reach levels considered adequate. These results, together with the widening territorial gaps, call for urgent reflection on current education policies.
Territorial Gaps Grow More Pronounced
The divide between northern and southern Italy continues to widen. In northern regions, over 60% of students reach at least acceptable levels, while in central and southern regions, fewer than half of students manage to meet the minimum thresholds. The situation is particularly critical in Mathematics: in regions such as Lazio, Campania, Calabria, and Sicily, around 60% of students fail to reach the basic level, with the figure rising to 70% in Sardinia.
These findings confirm that the right to quality education is still not fully guaranteed across the country.
Internal Inequalities and Polarization of Results
Another significant trend is growing polarization: while differences among middle-level performers remain moderate, the gap between the lowest and highest achievers is increasing. This indicates a school system that is becoming increasingly fragmented and unable to bridge internal inequalities.
Digital Skills: A New System Indicator
For the first time, the INVALSI tests assessed digital skills at the end of compulsory education. The results fall on average between intermediate and advanced levels — an encouraging sign, but one that still presents challenges, especially when compared to the demands of the job market and digital citizenship.
English: Positive Signs Despite a Slight Decline
English test scores show a slight decrease compared to 2024, but the post-pandemic trend remains positive — particularly in listening comprehension. This suggests increasing effectiveness in language education, although there is still room for improvement.
A National Education Agenda: Equity, Quality, Innovation
The INVALSI 2025 report sends a clear message to policymakers: targeted and territorially differentiated actions are needed to ensure equal educational opportunities for all students. Investment is required in teacher training, strengthening basic skills, methodological innovation, and support for schools operating in challenging contexts.
Only an integrated national strategy — based on objective data and concrete actions — can effectively combat school dropout rates, nurture talent, and build a more equitable, inclusive, and competitive education system.

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