School daze

 School daze


Leggendo qualche settimana fa un articolo del New York Times intitolato America's children are unwell. Are schools part of the problem?, mi sono spontaneamente chiesto quale fosse la situazione italiana. Il pezzo descriveva un contesto scolastico statunitense attraversato da stress crescente, disagio psicologico e un senso diffuso di sovraccarico tra studenti e insegnanti. Di seguito il collegamento al documento elaborato a partire dall’articolo.

https://docs.google.com/document/d/1q1gIeRNJ4fJaQH2ncnl2IMQECYxtsjsu/edit?usp=sharing&ouid=100920301339638401999&rtpof=true&sd=true


La situazione in Italia: uno sguardo sul disagio giovanile

Statistiche recenti: numeri allarmanti
Una consultazione promossa dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA), che ha coinvolto circa 7.500 studenti della scuola secondaria, ha rilevato che il 51,4% vive regolarmente ansia o tristezza prolungata.

Altri segnali d’allarme: il 49,8% riferisce stanchezza eccessiva, il 46,5% nervosismo, il 29% mal di testa frequenti e il 25,4% disturbi del sonno.

Uno studio svolto nel 2023/2024 dalla Fondazione Progetto Itaca, attraverso la sua iniziativa “Prevenzione Scuola” e su oltre 17.000 studenti, ha mostrato che ansia, angoscia e pensieri ossessivi sono tra le sensazioni più diffuse tra gli adolescenti.

La fascia 18–25 anni risulta particolarmente vulnerabile: secondo un rapporto del 2024, quasi il 50% dei giovani adulti dichiara di aver sofferto di ansia o depressione.

A livello generazionale più ampio, più di 16 milioni di italiani riportano un disagio psicologico da moderato a grave, con giovani e donne tra i più colpiti.

Questi numeri — pur variando leggermente a seconda dei metodi di rilevazione — indicano una realtà innegabile: una parte significativa dei giovani italiani vive un disagio psicologico troppo spesso sottovalutato, normalizzato o ignorato.


Cosa si nasconde dietro questi dati

Diverse le cause che contribuiscono all’aumento o all’aggravarsi del malessere giovanile:

  • Pressione scolastica: compiti, verifiche ed esami, insieme all’aspettativa costante di “performare”, spesso accompagnata dal timore di deludere gli altri — genitori, insegnanti, coetanei.

  • Impatto della pandemia: molti studenti riferiscono che ansia, tristezza, stanchezza e insonnia persistono dall’inizio della pandemia.

  • Scarso supporto psicologico nelle scuole: sebbene esistano iniziative come Progetto Itaca, la domanda supera di gran lunga le risorse disponibili.

  • Stigma e difficoltà nel chiedere aiuto: per molti adolescenti rivolgersi a un supporto psicologico è ancora motivo di imbarazzo o vergogna.


Cosa dicono gli studenti: voci dal campo

Molti studenti affermano che la scuola si è trasformata da luogo di apprendimento a fonte di pressione emotiva e stress. Per alcuni, il rientro dopo le vacanze o le pause è vissuto come traumatico.
Un rapporto del 2024 ha rilevato che circa il 60% degli adolescenti si sente stressato al pensiero di tornare in classe.

Allo stesso tempo, un numero crescente di studenti — e di neodiplomati — esprime il desiderio che salute mentale, gestione dello stress ed educazione emotiva entrino realmente a far parte del curriculum scolastico. Nel 2025, il 55,9% dei neodiplomati ha indicato questo bisogno.


Cosa occorre fare — e cosa significa per il nostro sistema scolastico

Questo quadro allarmante suggerisce che la scuola non può più essere vista soltanto come un luogo di istruzione.

Deve diventare anche un luogo di salute mentale, ascolto, supporto e prevenzione.

Tra gli interventi urgenti:

  • Integrare nei curricula il benessere mentale, la gestione dello stress e l’educazione emotiva.

  • Ampliare l’accesso ai servizi di supporto psicologico nelle scuole.

  • Promuovere campagne contro lo stigma legato alla richiesta di aiuto.

  • Favorire la collaborazione tra scuole, famiglie, istituzioni e professionisti della salute per costruire una vera rete di sostegno.


A few weeks ago, while reading a New York Times article titled “America’s children are unwell. Are schools part of the problem?”, I spontaneously wondered what the situation might be in Italy. The piece described a U.S. school system marked by growing stress, psychological distress, and a widespread sense of overload among both students and teachers. 

Below the link to the document developed from the article.

https://docs.google.com/document/d/1q1gIeRNJ4fJaQH2ncnl2IMQECYxtsjsu/edit?usp=sharing&ouid=100920301339638401999&rtpof=true&sd=true



The Situation in Italy: A Snapshot of Youth Distress

Recent Statistics: Alarming Numbers

  • A consultation promoted by the Italian Children and Adolescents’ Ombudsperson (AGIA) involving about 7,500 secondary school students found that 51.4% regularly experience anxiety or prolonged sadness.

  • Other warning signs: 49.8% report excessive fatigue, 46.5% nervousness, 29% frequent headaches, and 25.4% sleep problems.

  • A study conducted in 2023/2024 by Fondazione Progetto Itaca, through its “School Prevention” initiative, involving more than 17,000 students, revealed that anxiety, anguish, and obsessive thoughts are among the most prevalent feelings reported by adolescents.

  • The 18–25 age group is particularly vulnerable: according to a 2024 report, nearly 50% of young adults say they have suffered from anxiety or depression.

  • On a broader generational level, more than 16 million Italians report moderate to severe psychological distress, with young people and women among the most affected.

These numbers — though varying slightly depending on methodology — point to an undeniable reality: a significant portion of Italian youth is living with psychological suffering that is too often underestimated, normalized, or ignored.


What Lies Behind These Numbers

Several factors contribute to the rise or worsening of youth distress:

  • Academic pressure: homework, exams, and the constant expectation to “perform,” often accompanied by a fear of disappointing others — parents, teachers, peers.

  • Impact of the pandemic: many students report that symptoms such as anxiety, sadness, fatigue, and insomnia have persisted since the pandemic began.

  • Insufficient psychological support in schools: although initiatives such as Progetto Itaca exist, the demand for support far exceeds the available resources.

  • Stigma and difficulty asking for help: for many adolescents, seeking psychological support remains embarrassing or stigmatizing.


What Students Say: Voices from the Field

Many students report that school has shifted from a place of learning to a source of emotional pressure and stress. For some, returning to school after holidays or breaks is experienced as traumatic. A 2024 report found that about 60% of teenagers feel stressed at the thought of going back to class.

At the same time, a growing number of students — and recent graduates — express the desire for mental health, stress management, and emotional education to be included in their school curriculum. In 2025, 55.9% of recent graduates indicated this need.


What Needs to Be Done—and What It Means for Our School System

This alarming picture suggests that school can no longer be seen merely as a place for academic instruction.

Schools must also become places of mental health, listening, support, and prevention.

Some urgent steps include:

  • Integrating mental well-being, stress management, and emotional education into curricula.

  • Expanding access to psychological support services in schools.

  • Promoting campaigns to combat stigma around seeking help.

  • Encouraging collaboration among schools, families, institutions, and health professionals to create a real support network.







Comments

  1. Thanks Mauro - an important post which highlights a problem afflicting much of the world's youth. I was speaking to Armenian English teachers in an online teacher-training session yesterday and one told me she no longer enjoys teaching in high school...

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  2. Grazie Mauro, un post importante che mette in luce un problema che affligge gran parte dei giovani nel mondo. Ieri ho parlato con alcuni insegnanti di inglese armeni durante una sessione di formazione online e uno di loro mi ha detto che non gli piace più insegnare al liceo...

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    1. It's sad to hear that even committed teachers are feeling this way. I believe educators and students alike deserve environments where they can thrive .

      E' triste sentire che anche insegnanti molto impegnati si sentano così. Credo che educatori e studenti meritino ambienti adeguati in cui poter prosperare.

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