Intelligenze diverse
L’intelligenza umana nell’era dell’intelligenza artificiale.
Nella scuola italiana si parla sempre più spesso di intelligenza artificiale: strumenti digitali, piattaforme, assistenti virtuali, nuove competenze da insegnare. Ma mentre ci chiediamo come usare l’AI in classe, raramente ci fermiamo a riflettere su che idea di intelligenza stiamo trasmettendo agli studenti.
Il nostro sistema scolastico è ancora in gran parte costruito su discipline separate, interrogazioni orali, verifiche scritte e valutazioni standardizzate. Un modello che tende a premiare soprattutto le capacità linguistiche e logico-matematiche, lasciando in secondo piano altre forme di intelligenza, come quelle relazionali, creative, corporee o emotive, descritte dalla teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner.
Il confronto con l’intelligenza artificiale rende questa questione ancora più urgente. Se le macchine sono sempre più efficaci nel calcolo, nella memorizzazione e nella produzione di risposte “corrette”, quale spazio resta all’intelligenza umana a scuola? E soprattutto: quali intelligenze la scuola italiana sta davvero riconoscendo e valutando?
La teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner, proposta nel 1983, cambia il modo tradizionale di vedere l’intelligenza. Secondo Gardner, non esiste un’unica intelligenza misurabile con il QI, ma diversi tipi di intelligenza, tutti importanti e indipendenti tra loro.
All’inizio Gardner ne individuò sette, poi il modello fu ampliato fino a nove intelligenze. Ognuna rappresenta un modo diverso di comprendere il mondo: c’è chi è più portato per il linguaggio, chi per la logica, chi per la musica, il movimento, le relazioni sociali o la conoscenza di sé.
Tutte queste intelligenze coabitano in ogni persona, ma si sviluppano in modo diverso a seconda delle esperienze, dell’educazione e dell’ambiente. Questo significa che ognuno è intelligente a modo suo, e che la scuola e la società dovrebbero valorizzare le diverse capacità, non solo quelle tradizionalmente considerate “accademiche”.
https://www.youtube.com/watch?v=REmgiFXV38o&t=63s
La scuola italiana è ancora fortemente fondata sulle discipline tradizionali (italiano, matematica, storia, scienze…) e su strumenti di valutazione standardizzati come interrogazioni, verifiche scritte e voti numerici. Questo modello tende a valorizzare soprattutto l’intelligenza linguistica e logico-matematica, che sono anche le più facili da misurare.
Le altre intelligenze di Gardner – come quella musicale, corporeo-cinestetica, interpersonale, intrapersonale o naturalistica – vengono prese in considerazione solo in modo marginale, spesso grazie alla sensibilità del singolo insegnante e non come scelta strutturale del sistema.
Negli ultimi anni ci sono stati alcuni tentativi di apertura (competenze trasversali, didattica laboratoriale, educazione civica, PCTO- Percorso per le Competenze Trasversali e l'Orientamento-), ma la valutazione resta prevalentemente uniforme, uguale per tutti, e poco attenta alle diverse modalità di apprendimento.
In sintesi, la scuola italiana riconosce a parole la diversità delle intelligenze, ma nella pratica continua a premiare un modello unico di successo scolastico. Una vera applicazione della teoria di Gardner richiederebbe metodi didattici e valutativi più flessibili, capaci di vedere e valorizzare le diverse forme di talento.
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Human Intelligence in the Age of Artificial Intelligence
In Italian schools, artificial intelligence is being discussed more and more: digital tools, platforms, virtual assistants, new skills to be taught. But while we ask ourselves how to use AI in the classroom, we rarely stop to reflect on what idea of intelligence we are passing on to students.
Our school system is still largely built on separate subjects, oral exams, written tests, and standardized assessment. This model mainly rewards linguistic and logical-mathematical abilities, while other forms of intelligence — such as relational, creative, bodily, or emotional ones — are often left in the background, despite being described and valued in Howard Gardner’s theory of multiple intelligences.
The comparison with artificial intelligence makes this issue even more urgent. If machines are becoming increasingly effective at calculation, memorization, and producing “correct” answers, what space is left for human intelligence at school? And above all: which intelligences does the Italian school system really recognize and assess?
Howard Gardner’s theory of multiple intelligences, introduced in 1983, challenges the traditional view of intelligence. According to Gardner, intelligence is not a single ability measurable by IQ, but a set of different and independent intelligences, all equally important.
Gardner initially identified seven intelligences, later expanded to nine. Each one represents a different way of understanding the world: some people are more gifted with language, others with logic, music, movement, social relationships, or self-awareness.
All these intelligences coexist in every person, but they develop differently depending on experience, education, and environment. This means that everyone is intelligent in their own way, and that schools and society should value different abilities, not only those traditionally considered “academic”.
https://www.youtube.com/watch?v=iYgO8jZTFuQ
The Italian school system is still strongly rooted in traditional subjects (Italian, mathematics, history, science…) and in standardized evaluation tools such as oral questioning, written tests, and numerical grades. This approach mainly values linguistic and logical-mathematical intelligence, which are also the easiest to measure.
Other intelligences identified by Gardner — such as musical, bodily-kinesthetic, interpersonal, intrapersonal, or naturalistic intelligence — are only marginally taken into account, often thanks to the sensitivity of individual teachers rather than as a structural choice of the system.
In recent years, there have been some attempts to open up (key competences, laboratory-based learning, civic education, work-related learning experiences), but assessment remains largely uniform, the same for everyone, and poorly adapted to different learning styles.
In short, the Italian school system recognizes the diversity of intelligences in theory, but in practice it continues to reward a single model of academic success. A real application of Gardner’s theory would require more flexible teaching and assessment methods, capable of seeing and valuing the many different forms of human talent.

Parole sante Prof. Verde! È giunto il momento di rivedere i sistemi scolastici tradizionali in tutto il mondo, poiché i giovani si preparano ad affrontare la nuova era dell'intelligenza artificiale. Il metodo FunSongs, che presenta l’inglese (parole e strutture) attraverso la musica, il canto e i gesti espressivi, deve molto alle teorie di Howard Gardner. Ho avuto il piacere di incontrarlo (e poi di corrispondere con lui) in occasione di una conferenza a Reggio Emilia nel 2001, agli albori di FunSongs.
ReplyDeleteWIse words from Prof. Verde! It’s high time traditional school systems around the world were overhauled as young people get ready to face the new age of AI. The FunSongs Method of presenting new language (words and structures) through music, song and expressive gestures owes much to Gardner’s theories. I had the pleasure of meeting (and then corresponding) with him at a conference in Reggio Emilia in 2001 in the early days of FunSongs.
Thank you—Gardner’s theories continue to be a powerful reference, especially today. I’m glad FunSongs has carried that vision forward.
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