Learning by doing

 


Dall’apprendimento all’azione 

Nella scuola di oggi uno dei concetti più rilevanti, ma anche più spesso fraintesi, è quello di agency. Tradotta in italiano come agentività, la nozione deriva dal verbo inglese to act e indica la capacità delle persone di agire in modo intenzionale sulla propria vita e sul contesto in cui operano. Come sottolinea lo psicologo canadese Albert Bandura, gli individui non sono semplici spettatori del proprio comportamento, ma soggetti attivi: si organizzano, prendono iniziative, si autoregolano e riflettono sulle proprie azioni, contribuendo a costruire le proprie circostanze di vita.

Nel contesto scolastico, la agency rappresenta un elemento centrale per valutare le scelte metodologiche dei docenti, le politiche educative, l’efficacia degli interventi didattici e la qualità degli apprendimenti. Le ricerche più recenti nelle scienze dell’apprendimento mostrano infatti che, quando gli studenti hanno la possibilità di esercitare la propria agency, aumentano la motivazione intrinseca e l’efficacia del processo di apprendimento.

Promuovere una scuola capace di valorizzare i talenti e di favorire apprendimenti significativi significa quindi non solo comprendere il concetto di agency, ma coltivarlo intenzionalmente, riconoscendolo come uno dei motori principali dell’apprendimento.

Oggi imparare una lingua non significa solo conoscere regole, ma saper agire nel mondo realeGli studenti sono visti come “social agents”: persone che usano la lingua per comunicare, collaborare e prendere iniziative.

Promuovere agency significa passare da studenti che ripetono a studenti che scelgono cosa dire, come dirlo e perché. La lingua diventa uno strumento per esprimere identità, condividere esperienze e partecipare attivamente, come indicato dal  nuovo CEFR - Common European Framework of Reference for languages-

 https://www.coe.int/en/web/common-european-framework-reference-languages/level-descriptions 

Nell’approccio orientato all’azione, l’apprendente di lingua è considerato un vero attore sociale: usa la lingua per agire, non solo per esercitarsi su strutture grammaticali. L’azione è autentica e finalizzata a uno scopo reale: organizzare un viaggio, preparare una presentazione, scrivere un messaggio, realizzare un’intervista, creare un video o un piccolo progetto multilingue. In questi compiti, gli studenti mobilitano risorse linguistiche, cognitive, culturali ed emotive, sviluppando strategie di pianificazione, produzione e verifica.

Il processo di insegnamento-apprendimento parte dai bisogni comunicativi reali degli studenti. L’insegnante progetta attività basate su compiti di realtà, con obiettivi chiari e condivisi, e coinvolge gli studenti come protagonisti del percorso.

 Le attività sono spesso collaborative e favoriscono iniziativa personale, responsabilità e riflessione sull’uso della lingua. Ogni compito prevede una missione concreta e la realizzazione di un prodotto finale (artifact), come una brochure, un dialogo registrato, una mail autentica, una guida per nuovi arrivati, un podcast o una presentazione. 

La lingua viene così appresa attraverso l’azione, e le regole grammaticali emergono come strumenti per comunicare efficacemente, non come punto di partenza astratto.

Esempi per learner adulti  

Raccontare la propria storia: in un corso di inglese, gli studenti creano un piccolo album di ricordi, scegliendo episodi significativi della loro vita. La lingua nasce dall’esperienza personale: cercano parole, si aiutano a vicenda e confrontano modi diversi di esprimere lo stesso ricordo. Il prodotto finale può essere una breve presentazione orale o una pagina scritta, rafforzando autostima e competenza.

Viaggiare meglio: comunicare in situazioni reali:  gli studenti si preparano a situazioni quotidiane reali, come prenotare un posto al ristorante, una visita medica o chiedere informazioni sui mezzi pubblici. Simulano dialoghi, discutono possibili risposte e riflettono sul tono più adeguato. In questo modo esercitano la loro agency e imparano a gestire in autonomia situazioni concrete della vita quotidiana.

Cucina e lingua: condividere saperi: in un laboratorio linguistico, gli studenti realizzano un ricettario multilingue, raccontando ricette legate alla propria storia familiare. Collaborano per chiarire i passaggi, scegliere un lessico chiaro e adattare il testo a un pubblico reale. La lingua diventa strumento di azione e condivisione, e il prodotto finale è concreto, utile e motivante.

Parlare del presente : gli studenti leggono una notizia o guardano un video di attualità e preparano insieme un commento da condividere con un altro gruppo o in un piccolo podcast. Scegliendo cosa dire e come dirlo, esercitano la lingua come strumento di partecipazione sociale, sviluppando autonomia e consapevolezza.

Orientamento all’azione e nuovo QCER 

Quadro Comune Europeo di Riferimento 

Il nuovo QCER enfatizza che imparare una lingua significa agire nel mondo reale, prendere decisioni consapevoli e raggiungere obiettivi concreti. L’apprendente è un attore sociale, capace di esercitare la propria agency, mobilitando strategie comunicative, culturali ed emotive.

Questo approccio si traduce in attività vicine alla vita quotidiana: raccontare ricordi e storie personali, prepararsi a chiedere informazioni, condividere ricette e saperi, commentare notizie o creare piccoli podcast. In tutti questi casi, la lingua è mezzo per agire, non fine a sé stessa, permettendo di sviluppare autonomia, collaborazione e consapevolezza linguistica.

Così, l’apprendimento diventa esperienza reale, motivante e utile: gli studenti senior sperimentano la lingua come strumento per comunicare, partecipare e creare, incarnando pienamente i principi del QCER 2020 e trasformando la conoscenza in competenza reale, significativa e motivante.

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Agency in action : from learning to doing .

In today’s schools, one of the most relevant – yet often misunderstood – concepts is agency. Translated into Italian as agentività, the term comes from the English verb to act and refers to the ability of individuals to intentionally influence their own lives and the contexts in which they operate. As Canadian psychologist Albert Bandura emphasizes, individuals are not mere spectators of their behavior but active agents: they organize themselves, take initiative, self-regulate, and reflect on their actions, contributing to shaping their life circumstances.

In the educational context, agency is central to evaluating teaching methods, educational policies, the effectiveness of instructional interventions, and the quality of learning outcomes. Recent research in the learning sciences shows that when students can exercise their agency, intrinsic motivation increases and learning becomes more effective.

Promoting a school that values talents and fosters meaningful learning therefore means not only understanding the concept of agency but also intentionally cultivating it as one of the main drivers of learning.

Learning a language today is not just about knowing rules; it’s about being able to act in the real world. 

Students are seen as “social agents”: people who use language to communicate, collaborate, and take initiative.

Promoting agency means shifting from students who merely repeat to students who choose what to say, how to say it, and why. Language becomes a tool for expressing identity, sharing experiences, and participating actively, as highlighted by the new CEFR – Common European Framework of Reference for Languages
https://www.coe.int/en/web/common-european-framework-reference-languages/level-descriptions

In an action-oriented approach, language learners are considered real social actors: they use language to act, not just to practice grammar structures. The action is authentic and goal-oriented: organizing a trip, preparing a presentation, writing a message, conducting an interview, creating a video, or developing a small multilingual project. In these tasks, students mobilize linguistic, cognitive, cultural, and emotional resources, developing planning, production, and evaluation strategies.

The teaching-learning process starts from learners’ real communicative needs. The teacher designs activities based on real-world tasks, with clear and shared objectives, involving students as active participants. Activities are often collaborative, fostering personal initiative, responsibility, and reflection on language use. 

Each task has a concrete mission and results in a tangible product (artifact), such as a brochure, recorded dialogue, authentic email, guide for newcomers, podcast, or presentation. Language is learned through action, with grammar emerging as a tool for effective communication rather than an abstract starting point.

Examples for senior learners:

  • Telling personal stories: In an English course, students create a small memory album, selecting significant life episodes. Language arises from personal experience: they search for words, help each other, and compare ways of expressing the same memory. The final product can be a short oral presentation or a written page, boosting self-esteem and competence.

  • Travelling better – real-life communication: Students prepare for everyday situations, such as booking a restaurant table, visiting a doctor, or asking for public transport information. They simulate dialogues, discuss possible responses, and reflect on the appropriate tone. In this way, they exercise their agency and learn to manage real-life situations independently.

  • Cooking and language – sharing knowledge: In a language workshop, students create a multilingual recipe book, sharing recipes tied to their family history. They collaborate to clarify steps, choose clear vocabulary, and adapt the text to a real audience. Language becomes a tool for action and sharing, and the final product is concrete, useful, and motivating.

  • Discussing current events – opinions and participation: Students read a news article or watch a video and prepare a shared commentary to present to another group or in a short podcast. By choosing what and how to say it, they exercise language as a tool for social participation, developing autonomy and awareness.


Action-oriented approach and the new CEFR/QCER

The Common European Framework of Reference for Languages (CEFR/QCER) emphasizes that learning a language means acting in the real world, making conscious decisions, and achieving concrete goals. Learners are social actors capable of exercising their agency, mobilizing communicative, cultural, and emotional strategies.

This approach translates into activities closely linked to everyday life: telling personal stories, preparing to ask for information, sharing recipes and knowledge, commenting on news, or creating small podcasts. In all cases, language is a means to act, not an end in itself, fostering autonomy, collaboration, and linguistic awareness.

Thus, learning becomes a real, motivating, and useful experience: senior learners experience language as a tool to communicate, participate, and create, fully embodying the principles of the CEFR 2020, and transforming knowledge into real, meaningful, and motivating competence.



Comments

  1. Gli scenari didattici che promuovono "agency" dovrebbero diventare elementi chiave nella progettazione dei corsi scolastici nel secondo quarto del XXI secolo.

    Educational scenarios that promote agency should become key elements in the design of school courses in the second quarter of the 21st century.

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